Campagna tesseramento soci sostenitori – febbraio 2007
Bastano poche parole per ricordare il disastro accaduto il 10 aprile del 1991...
La più grave sciagura della marina mercantile italiana dal dopo guerra ad ora!
Molti, forse tutti i meno giovani, ricordano il tragico evento accaduto ben quasi sedici anni fa nelle acque del porto di Livorno. Un traghetto in servizio da Livorno ad Olbia, con 141 persone a bordo, il Moby Prince, in circostanze ancora misteriose sperona una petroliera, la Agip Abruzzo, poco fuori dal porto di Livorno. Erano da poco passate le 22.00. Il traghetto avvolto dalle fiamme continuerà a girare a poche miglia dalla costa, senza più un governo, mentre tutti i soccorsi saranno “dirottati” sulla petroliera, anch’essa in fiamme. Mentre tutti i membri dell’equipaggio della petroliera si salveranno, solo il mozzo della Moby Prince verrà trovato vivo e verrà recuperato da una pilotina che aveva avuto il coraggio di seguire il traghetto in fiamme.
Il mistero su cosa sia accaduto quella notte era iniziato già con il recupero del mozzo che, subito dopo il suo salvataggio, avrebbe detto che a bordo c’erano persone vive, mentre poco tempo dopo avrebbe affermato che “erano tutti morti”.
Il mistero si è fatto subito fitto come la nebbia che, pur sostenuta da più parti, quella notte non esisteva. Autorità varie hanno parlato di errore umano, buio, nebbia, ecc. Alcuni hanno parlato di equipaggio distratto a vedere la partita. Il mistero e la nebbia fitta si sono anche abbattute su indagini lunghe, tortuose, a volte schizofreniche, su un processo che si è retto su imputati marginali e che ingloriosamente è finito senza aver risolto il mistero e senza avere trovato veri colpevoli. Una sentenza in appello non ha contribuito a ridare un po’ di giustizia a chi quella notte ha perso la vita attendendo, in alcuni casi per alcune interminabili ore, nella speranza che qualcuno arrivasse in soccorso.
L’associazione “10 APRILE”, costituitasi nel 1995 per sostenere la causa del Moby Prince, è costituita da familiari che hanno sempre voluto sapere la verità, senza se e senza ma. Composta da un gruppi di familiari delle vittime, ha seguito passo per passo le vicende processuali contribuendo, con i suoi periti ed avvocati, alla ricerca di un filo logico che potesse spiegare cosa realmente è accaduto quella notte nel porto di Livorno.
Dopo il 1997 sembrava che il capitolo Moby Prince si fosse chiuso. Ma tutti covavano sempre la speranza di buone nuove che facessero ripartire le indagini. E tutto ciò è insperatamente avvenuto! Grazie alla perseveranza di Angelo Chessa e con il contributo dell’avvocato Carlo Palermo, già noto per la sua precedente attività di giudice anti-mafia, è stata presentata una istanza di riapertura delle indagini. Tra i numerosi punti riportati nella istanza di riapertura emerge l’inquietante scenario di una “movimentazione” di armi tra una nave americanizzata e una nave sconosciuta che stava avvenendo proprio quella notte e proprio mentre il Moby Prince entrava in collisione con la Agip Abruzzo. Questo e altri aspetti hanno spinto il procuratore aggiunto del Tribunale di Livorno, Antonio Giaconi, a riaprire l’inchiesta.
Probabilmente stiamo scoperchiando un “pentolone” che fino a questo momento è rimasto chiuso grazie a “virtuali nebbie” create per allontanare il più possibile la verità.
L’associazione “10 APRILE” è la prima associazione aperta a tutti coloro, non solo familiari di vittime, che vogliono e possono dare un loro contributo, come semplici cittadini, come enti, organizzazioni culturali, ecc.
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