Le modalità di propagazione dell’incendio

Riportiamo la citazione della Richiesta di archiviazione, in relazione alla propagazione dell’incendio:

“l’apertura della porta stagna prodiera e l’impianto di ventilazione in funzione agevolano decisamente l’ingresso di greggio e vapori nei garage e nei locali interni del Moby Prince, cominciando a divampare il fuoco su tutta la parte prodiera del traghetto coinvolgendo il personale di plancia e progressivamente le restanti parti e locali della nave; Una causa della tragedia – anche se è doloroso affermarlo – è dunque individuabile in una condotta gravemente colposa, in termini di imprudenza e negligenza, della plancia del Moby Prince.” (p.140)

Le conclusioni riportano che “l’apertura della porta stagna prodiera e l’impianto di ventilazione in funzione avrebbero agevolato decisamente l’ingresso di greggio e vapori nei garage e nei locali interni del Moby Prince”, asserendo quindi che la propagazione è stata repentina e non ha lasciato scampo, provocando la morte dell’equipaggio e dei passeggeri in un tempo massimo di 30 minuti (smentendo così la relazione tecnica svolta sulle modalità di propagazione dell’incendio sul traghetto Moby Prince nel 1993 dal RINA).

L’immagine è tratta da un video girato dai Vigili del Fuoco di Livorno nel corso del primo sopralluogo all’interno del traghetto Moby Prince e riteniamo racconti una drammatica storia

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Evidenziate in rosso le impronte trovate durante il primo accesso dei Vigili del Fuoco sul relitto della nave

Su alcune autovetture del garage furono rinvenute delle impronte di mani lasciate sulla fuliggine.

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Evidenziate in rosso le impronte lasciate dalle mani di chi, dopo l’incendio, vagò nei garage in cerca di salvezza

La questione fu affrontata nel corso del dibattimento, ma non per il tramite del video di cui sopra.

Ciò che il Tribunale di Livorno affrontò fu unicamente una serie di immagini fotografiche, tra le quali la seguente, dove le manate erano evidenti ma fu ritenuto più probabile che esse fossero state prodotte durante le operazioni di ispezione e dunque da riferire ad un tempo indeterminato (di mesi) dopo la collisione.

Grazie al reperimento del filmato originale girato a bordo durante il primo accesso da parte dei Vigili del Fuoco, oggi si può affermare che le impronte erano lì prima del successivo sopralluogo dei consulenti della Procura nel corso del quale furono scattate le fotografie.

Due elementi meritano di essere sottolineati a riguardo:

  • le “manate” testimonierebbero un passaggio di persone in una zona del traghetto tornato in condizioni minime di vivibilità, dove non furono rinvenute vittime, e chiunque le abbia lasciate è stato in quel locale dopo che le autovetture furono coperte di fuliggine (o nerofumo) per poi avere la forza di lasciare il garage;
  • il locale garage, nelle ricostruzioni ufficiali, è stato interessato dall’incendio sin dall’avvio dello stesso, pertanto le “manate” possono essere state lasciate solo a seguito del suo spegnimento in tale spazio, quindi al ritorno in esso di condizioni di vivibilità tali da giustificare il passaggio esplorativo e la successiva uscita da parte di queste persone.
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