Ugo Chessa, Cagliari, anni 55. Comandante.
Maria Giulia Ghezzani, Cagliari, anni 57. Passeggera.

Intraprese come suo padre la carriera marittima e sin da giovane fu motivo di orgoglio per la famiglia Chessa, diventò infatti ben presto comandante superiore di lungo corso. Passò tutta la sua vita a bordo di grandi navi su rotte transoceaniche e seguì perfino la costruzione del mega panfilo “Nabila” (del miliardario Adnan Khashoggi), avvenuta presso i cantieri di Viareggio, ne prese inoltre il comando per due anni. Durante un suo viaggio in Inghilterra conobbe Maria Giulia Ghezzani, nativa di Vicopisano (PI) con cui si fidanzò e che sposò, dando alla luce i figli Angelo e Luchino. Decise quindi di avvicinarsi alla famiglia, che abitava a Cagliari, imbarcandosi sui traghetti nelle più tranquille rotte tirreniche dapprima con “Linee Canguro” e poi con “Nav.Ar.Ma.“, per cui diventò anche comandante d’armamento gestendo tutti gli equipaggi e istituendo corsi di formazione. Il 9 Aprile 1991, il giorno prima della strage, Maria Giulia venne a trovarlo a bordo del Moby Prince per discutere con lui di questioni lavorative, voleva cioè proporgli di cambiare vita ed aiutarla così nel loro negozio in città. La salma di Ugo, numero 10, è stata trovata accanto a quella del terzo ufficiale Arcangelo Picone all’interno dell’atrio che separava il self service dalla sala poltrone di prua, proprio sotto la plancia di comando. Quella di Maria Giulia purtroppo non è mai stata accertata. Ugo è ancora oggi considerato uno tra i migliori comandanti italiani, ricordato per la sua serietà e severità.

 

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