Il giorno 10 dicembre 2009 alle ore 15.00 presso l'Aula Magna dell'Università di Firenze è previsto un dibattito sulla tragedia del Moby Prince.
Interverranno il Presidente dell'associazione "10 Aprile", Angelo Chessa ed il giornalista Enrico Fedrighini.
Novembre 2009
Come potete vedere nella scheda, vi riporto il programma dell'evento organizzato dalla Fondazione Veronesi, "Science for Peace" Buon convegno a tutti
Luchino Chessa
Programma
- Martedì 17 novembre, ore 12.00: presentazione del progetto "Science for Peace".
Intervengono Letizia Moratti (Sindaco di Milano); Massimiliano Finazzer Flory (Assessore alla Cultura); Umberto Veronesi (Presidente Science for Peace); Emma Bonino (Vice Presidente del Senato); Alberto Martinelli (Segretario Generale Conferenza Mondiale). L'incontro è moderato da Alessandro Cecchi Paone.
Sala delle Otto Colonne, Palazzo Reale, Piazza Duomo 12, Milano.
Segue cocktail - r.s.v.p. 02.76.01.81.87
- Giovedì 19 novembre, ore 19.00: vernissage della Mostra Fotografica "Ombre di guerra".
Rotonda di Via Besana, Via Enrico Besana 12, Milano
Segue cocktail - r.s.v.p. 02.76.01.81.87
- Venerdì 20 - Sabato 21 novembre, dalle ore 9.00 alle ore 18.30: Conferenza Mondiale.
Aula Magna, Università Luigi Bocconi, Via Roentgen 1, Milano.
Iscrizione gratuita, previa registrazione sul sito
Se non siete ancora iscritti, visitate il sito www.fondazioneveronesi.it per leggere il programma dettagliato degli eventi, effettuare la vostra iscrizione e visionare tutti i video realizzati con interviste a personaggi di spicco e il materiale già disponibile su Science For Peace.
Per ricordare
10 aprile 1991: la strage della Moby Prince
In genere si dice…. "per non dimenticare”; non dimenticare i nostri cari morti senza ragione, senza spiegazione. Morti dopo ore di attesa, morti soffocati e bruciati. Morti con i loro affetti, le loro passioni, la loro vita……. Morti perché si sono trovati al momento sbagliato, nel posto sbagliato. Morti per colpa di logiche che fino a poco tempo fa potevamo solo immaginare e che adesso stiamo cominciando a capire.
I nostri cari siamo noi, siete voi, sono tutti i cittadini di questo Paese che non ha ancora saputo ripudiare le logiche del traffico di armi, gli intrecci tra criminalità organizzata e politica. Un Paese che deve ancora cambiare. Un Paese che deve rinascere.
Per questo bisogna ricordare che il 10 aprile del 1991 140 persone sono morte e aspettano ancora giustizia.
A nome dell’Associazione 10 Aprile-Familiari Vittime Moby Prince
Grazie!
Ultime News
17 Marzo 2008
I giorni dell’anniversario della tragedia del Moby Prince si avvicinano. A breve faremo sapere quali iniziative verranno prese per il 10 aprile.
Nel frattempo vi riporto un interessante contributo del Comandante Mario D’Ambrosio, che aveva comandato il Moby Prince solo fino a 18 giorni prima della tragedia.
Osservazioni del Comandante Mario D’Ambrosio sul primo processo Moby Prince
Buona lettura,
Luchino Chessa
Gennaio 2008
Il 10 aprile si avvicina e anche quest’anno ricorderemo la strage del Moby Prince com’è giusto che sia, per non dimenticare mai i nostri familiari morti in modo così assurdo e per continuare a mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica e dei mass media su una vicenda che ancora non ha una risposta. Possiamo ormai affermare che il mese di ottobre 2007 è una tappa storica negli avvenimenti giudiziari che si sono sviluppati negli anni. La nuova apertura delle indagini ha portato una boccata di respiro ad una situazione che stava precipitando nell’oblio. Ma il fatto importante è che finalmente la magistratura di Livorno lavora bene, lavora tanto, con serietà e caparbietà. Noi familiari, noi cittadini abbiamo bisogno di queste certezze!
Non so se avremo novità in occasione del giorno della memoria, ma attendiamo fiduciosi i nuovi sviluppi delle indagini e l’apertura di un nuovo processo.
A breve daremo notizia delle iniziative che organizzeremo per il 10 aprile. Chiedo scusa a tutti colori che segueono il nostro sito; siamo lenti nel riportare le notizie e non abbiamo ancora completato alcune finestre. Tutti noi siamo impegnati nella vita quotidiana e nel lavoro e non sempre riusciamo a stare dietro ad un impegno gravoso come questo. Ho modo di vedere con piacere quante persone giornalmente si iscrivono al nostro forum, anche se poi non partecipano attivamente. Anche questo è un segnale che c’è interesse e che tanti cittadini ci danno conforto e sostegno nella nostra azione.
A presto,
Luchino Chessa
Aggressione a Fabio Piselli
Riportiamo per gli interessati una intervista al signor Fabio Piselli, pubblicata sul sito di Cesare Picciotto.
Come ricorderete nel mese di novembre Fabio Piselli ha subito una grave aggressione prima di incontrare l’avvocato Palermo a Pisa.
http://www.girodivite.it/Moby-Prince-Fabio-Piselli-Sono.html
Buona lettura
Moby Prince su "La Voce"
Ecco un interessante articolo pubblicato sulla Voce nel mese di settembre, che riprende la vicenda focalizzandosi sugli avvenimenti successivi alla riapertura delle indagini; è inoltre presente un interessante quadro sulla base americana di Camp Derby.
Buona lettura
Il Fatto...
10 aprile 1991, il traghetto passeggeri Moby Prince lascia gli ormeggi alle ore 22.03 dalla banchina del porto di Livorno, destinazione Olbia...
Il mare era una tavola e chiunque guardasse l’orizzonte antistante il porto poteva vedere nitidamente alcune navi ormeggiate nella rada e il Moby Prince, tutto illuminato, che iniziava la sua traversata per la Sardegna.
Sembrava una tranquilla notte di primavera, una delle solite traversate che l’equipaggio del Moby Prince stava affrontando. I passeggeri si stavano preparando alla notte, ognuno con i suoi pensieri, speranze, aspettative, sogni.
Ma qualcosa ha cambiato il destino di 140 persone e quella notte il Moby Prince da confortevole mezzo di trasporto diventa una bara incandescente.
Qualcosa di misterioso che ha fatto si che oltre un centinaio di persone, tra passeggeri e membri dell’equipaggio, si trovasse riunito nel salone principale della nave. Poi lo schianto con la petroliera, Agip Abruzzo, il petrolio che ha innaffiato il Moby Prince, le fiamme che hanno circondato il traghetto. Dentro a quel salone la disperazione deve essere stava enorme, ma c’era la speranza che i soccorsi sarebbe arrivati quanto prima...
I soccorsi arrivano, ma sono tutti per la petroliera, dove nessuno dell’equipaggio fa qualcosa per il traghetto in fiamme, né tanto meno comunica a chi di dovere della sua esistenza.
Dopo ben un’ora e mezzo qualcuno dei soccorsi individua il Moby Prince, e poco dopo l’unico sopravissuto, il mozzo Alessio Bertrand, viene recuperato e dice che ci sono ancora persone sulla nave.
Pur nell’evidenza del traghetto in fiamme e con le prime testimonianze del Bertrand, i soccorsi continuano ad essere dirottati sulla petroliera e così le speranze di 140 persone vengono ridotte in cenere.
Alle 2 del mattino dell’11 aprile un marinaio di un rimorchiatore sale sulla poppa del Moby Prince e aggancia un cavo. Le lamiere sono calde, ma non incandescenti, una prova che, se i soccorsi fossero arrivati per tempo, tante persone si sarebbero salvate.
Ma i soccorsi schizofrenici, disordinati, inconcludenti, sono solo un capitolo di tutta la vicenda. La nebbia, tirata in causa fina dalle prime ore dal Comandante del Porto, l’ammiraglio Sergio Albanese, si è poi diffusa su indagini e processi, portati avanti senza una logica e con imputati di secondo ordine. Alcune parti civili, in particolare i familiari della nostra associazione, già a suo tempo avevano tentato di dare un contributo costruttivo alla ricerca della verità. Ma a quanto pare i percorsi erano scritti da tempo, forse anche prima della collisione.
Dopo la sentenza del processo d’appello del 1997, che decretava la chiusura definitiva della vicenda processuale del Moby Prince, le speranze di giungere alla verità erano diventare irrisorie, ma in fondo tutti noi covavamo la speranza che qualcosa di sarebbe prima o poi mosso.
La presenza, quella notte nella rada di Livorno, di navi “americanizzate” cariche di materiale bellico, rimaneva un tarlo nella mente di alcuni di noi. Angelo Chessa e l’avvocato Carlo Palermo, già illustre magistrato, famoso per tanti processi contro la mafia ed il traffico d’armi, rivisitano le carte processuali. Dopo quasi due anni di lavoro, Carlo Palermo prepara una corposa istanza di richiesta di riapertura delle indagini, che riprende tanti spunti lasciati cadere durante la fase investigativa e la successiva fase processuale. In particolar modo evidenzia che quella notte nel porto di Livorno, mentre il Moby Prince lasciava gli ormeggi e usciva dal porto, stava avvenendo una importante movimentazione di materiale bellico, ovviamente non autorizzato.
Depositata ad ottobre scorso, pochi giorni dopo il Procuratore reggente, Antonio Giaconi, esprime il suo parere positivo e così riapre il fascicolo. Speriamo che tutto ciò sia solo l’inizio di nuove indagini e di un nuovo processo con imputati “veri”, che dovranno rispondere sui fatti accaduti, senza se e senza ma.
Non sappiamo quali saranno i tempi necessari per svolgere le nuove indagini, ma non importa, adesso possiamo aspettare. Come associazione di familiari continueremo a dare il nostro contributo, con passione e dedizione, con l’unico scopo di sapere veramente cosa è successo quella notte nella rada di Livorno. Il nostro impegno è certo legato all’affetto per i nostri cari, morti in un modo così tragico, ma ancor di più ad uno spirito di giustizia che deve animarci in primo luogo come cittadini. Non possiamo ulteriormente subire le ingiustizie che continuano a perpetuarsi nel nostro Paese. Ci sono tantissime stragi, come la nostra, che ancora chiedono giustizia. Siamo un Paese dove, a quanto pare, la sovranità nazionale è una mera illusione!
Per questo l’associazione 10 APRILE, pensata e costituita da familiari delle vittime, è aperta a tutti i cittadini che desiderano dare il loro sostegno per una battaglia di giustizia. Più siamo numerosi, maggiore è anche il peso che possiamo avere.
Con questo scopo è nato il sito che dovrà essere il punto di riferimento dell’associazione, sia per i familiari delle vittime del Moby Prince, sia per tutti coloro che vorranno dare il proprio contributo (morale, affettivo, materiale, monetario, ecc).
Luchino Chessa